Giubileo nel Giubileo per la nostra Santa Giuseppina Bakhita (Ottobre 2000 – Ottobre 2025)
Il 25 Ottobre 2025 l’Associazione Bakhita Schio Sudan ha collaborato in modo fattivo alla realizzazione dell’iniziativa: “Bakhita 25 anni di Santità” promossa dalla Fondazione Canossiana Voica e dalle Madri Canossiane di Schio.
L’iniziativa ha avuto il Patrocinio del Comune di Schio che ha voluto così onorare l’anniversario della nostra Santa “moretta”, cittadina onoraria di Schio e attesa Patrona Secondaria della città (così come chiesto all’unanimità da un voto del Consiglio Comunale, dalla società civile e religiosa della città).
Ad accompagnarci durante l’evento è stato don Marco Pozza (cappellano del carcere due palazzi di Padova, noto scrittore e personaggio televisivo) che, oltre a tenere una meravigliosa riflessione sulla figura della Santa, ha poi presieduto la celebrazione eucaristica nel Santuario. L’ Associazione Bakhita Schio Sudan ha colto l’occasione per ringraziare il Comune di Schio che ha voluto devolvere un lascito testamentario (della compianta signora Teresa Maddalena a favore della terra di Bakhita Il Sudan, Sud Sudan) che l’Associazione ha deciso, in accordo con l’Amministrazione Comunale stessa, di devolvere a due importanti progetti in corso di realizzazione: il completamento della scuola di Yambio in Sud Sudan ai confini con il Congo e un pozzo d’acqua per il Campo profughi del Vescovo Christian Carlassare nella diocesi di Bentiu sempre in Sud Sudan.
Video registrazione dell’evento a cura di Walter Bonin (Consigliere dell’Associazione)
Carosello di immagini dell’evento!
Teatro Canossiane Schio
Saluto madre Daniela Balzarotti Superiora di Schio
L’Associazione Bakhita Schio Sudan augura a tutti un Buon Natale ed un Felice 2025.
Nel Natale che ci introduce nell’Anno Giubilare della Speranza vogliamo, usando le parole di Papa Francesco, augurare ed augurarci:
“Non lasciatevi rubare la Speranza”
Come scriveva il poeta Khalil Gibran: “Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”
Vogliamo riportare a seguire gli Auguri di cui tanti carissimi amici hanno voluto onorarci:
Il Vescovodi Vicenza Giuliano Brugnotto ci invia i seguenti auguri:
Don Dante Carraro Direttore CUAMM Medici con l’Africa:
Camminare Insieme con Coraggio e Speranza
Carissime e carissimi, un caro augurio di Buon Natale!
Portiamo nel cuore l’Africa e la sua gente, i tanti papà, mamme e bambini che incontriamo ogni giorno. Il nostro augurio è l’impegno a camminare insieme a loro, anche dove è difficile e anche quando il buio sembra prevalere e la fiducia ti abbandona.
È “quel” Gesù bambino a darci il coraggio necessario e la tenacia ostinata di continuare a essere “con” loro! Buon Natale!
Don Dante
Suor Piera De Munari suora missionaria Comboniana a Malakal – Sud Sudan
Un augurio per Schio e per l’Associazione Bakhita Schio Sudan
A Schio, mio Paese di origine, un saluto e un augurio per un’ Santo Natale portatore di Pace Vera e di Speranza di imparare a vivere di piu’ come persone che costruiscono rapporti di comunione con tutti. Io l’ho sperimentato anche in questo mio ultimo viaggio apostolico tra la tribu’ Nuer. Gesu’ che viene apri sempre piu’ il mio cuore per poter amare come Te. Un abbraccio forte a ciascuno e a tutti. Buon Natale!
Suor Piera
Suor Piera tra la popolazione Nuer
Padre Stefaan Leclair sacerdote diocesano della diocesi di Anversa inviato a Yambio (Sud Sudan) responsabile “Sainte Josephine Bakhita school” nel centro di Ngandimo
Un Augurio per un Natale di Speranza e Luce dal Cuore dell’Africa
In Sud Sudan, dove lavoro come missionario, Santa Giuseppina Bakhita è giustamente vista come una persona del suo popolo. Lì era felice da bambina, avendo una sorella gemella e ottimi genitori.
Gli anni belli nel villaggio di Olgossa, però, furono interrotti dal duro periodo della schiavitù, ma una volta in Italia – in una libertà appena riconquistata – poté di nuovo donare il suo cuore a tutte le cose belle e alle belle persone che la circondavano.
Tuttavia, gli anni bui della schiavitù furono più che un’interruzione del bene e del bello che aveva ricevuto. Per tutta la vita portò i segni delle percosse e delle umiliazioni subite a El Obeid.
Ma ha anche imparato ad apprezzare meglio la felicità riconquistata. Comprese a fondo cosa significava vivere “in Cristo” come figli di Dio liberati, e vide anche come il Signore la guidava nella sua Provvidenza, soprattutto negli anni bui. Una volta battezzata, scoprì Gesù come un Amico fedele che voleva diventare uguale a noi in tutto e che aveva accettato l’esistenza di una schiava.
Bakhita è la santa della speranza. Si adatta al periodo Natalizio, dove la Luce risplende nelle tenebre, e si adatta al nuovo anno santo 2025 che attraversiamo come pellegrini della Speranza. Pertanto, Santa Giuseppina non solo ha le sue radici qui, nel cuore dell’Africa, ma indica ancora oggi al popolo del mondo la strada da seguire.
Il Sud Sudan è un Paese molto devastato. Indipendente solo dal 2011, ha attraversato una dozzina di anni di guerra civile. Il Paese non si è ancora ripreso. Non ci sono quasi strade, non c’è un adeguato approvvigionamento idrico, l’istruzione è ai minimi termini e ora che c’è la guerra nel vicino Sudan, il giovane Paese è invaso da milioni di rifugiati e l’intera economia è in crisi.
Nelle nostre parrocchie, tuttavia, possiamo offrire piccoli segni di speranza, ad esempio nella nostra modesta scuola “Saint Josephine Bakhita” o nella costruzione di pozzi o offrendo ai giovani un nuovo futuro. La vigilia di Natale, i giovani della mia parrocchia si riuniscono per accogliere il Signore nella gioia e nell’amore. È una serata e una notte di preghiera, canti ed Eucarestia in una delle frazioni più povere della parrocchia rurale. Lontani da ogni comodità, i giovani trascorrono il Natale come i pastori nei campi di Betlemme.
Questo insieme a tanti altri in tutto il mondo, compresi quelli di Schio. E il nostro cuore va, in questi giorni dell’Incarnazione, al bellissimo santuario delle suore Canossiane di Schio, dove Santa Giuseppina attira tanti pellegrini che scoprono il cammino della Speranza.
Carissime Amiche e Carissimi Amici dell’ Associazione Bakhita Schio-Sudan, nell’imminenza del Santo Natale Vi scrivo per condividere con Voi un “dono anticipato”.
Nella mia recente missione in Tanzania ho avuto la graditissima sorpresa di incontrare alcune “Nostre” comuni conoscenza legate all’amata terra sudanese: sr. Cecilia Nakagiri, con cui ci siamo collegati lo scorso 16 Febbraio 2024 durante la tavola rotonda “Terra di Bakhita: conflitti e semi di speranza“; sr. Helen Poni (sudanese), sr. Redempta Antony Chuwa e sr. Pauly Mathew. Tutte loro facevano parte delle comunità canossiane di Khartoum ed El Obeid.
Da ormai un anno, a causa del conflitto che ancora affligge il Sudan, hanno lasciato la terra di Bakhita e sono ora impegnate in varie attività in Tanzania.
La loro mente e il loro cuore sono però rimasti laggiù e tutte si dicono pronte a ritornare appena possibile. A Voi tutti invio i Loro, e miei, auguri di cuore per un Santo Natale che porti in dono pace e serenità. Ci auguriamo vicendevolmente un Nuovo Anno di rinnovata speranza per la terra e il popolo sudanese, fedeli all’impegno che Santa Bakhita ha consegnato a tutti Noi: “Non dimenticatevi della mia amata terra”.
Giancarlo Urbani
Giancarlo Urbani, durante la recente visita in Tanzania con alla sua sinistra suor Cecilia Nakagiri.
Padre Christian Carlassare Vescovo di Bentiu e Amministratore Apostolico di Rumbek (Sud Sudan):
Un augurio per questo Natale che inaugura anche l’anno giubilare della speranza
«Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi penetra dentro, sceglie una creatura umana come suo strumento e compie meraviglie lì dove uno meno se lo aspetta» (Dietrich Bonhoeffer)
𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗔𝗧𝗔𝗟𝗘
A luglio scorso, papa Francesco ha eretto la nuova diocesi di Bentiu scorporando questo territorio dalla diocesi di Malakal. La mia nomina come primo vescovo di questa diocesi è stata un dono e una sorpresa inaspettata. Nel mese di agosto sono andato a prendere possesso di Bentiu e celebrare con la gente. Il territorio è molto vasto. Copre una superficie di quasi 38 mila chilometri quadrati, circa il doppio del Veneto. La popolazione conta circa 1 milione 130 mila persone appartenenti alle due etnie – Dinka e Nuer – le cui relazioni non sono facili. I Cattolici sono 450 mila, mentre i protestanti circa 350 mila. Il resto della popolazione segue la propria religione tradizionale. C’è anche una piccola ma significativa presenza di mussulmani. Le parrocchie sono sette, tutte molto estese nel territorio e con un numero molto grande di cappelle. Dopo l’ordinazione sacerdotale di due giovani preti il 10 novembre scorso, i preti diocesani sono ora nove. In diocesi abbiamo una comunità di missionari comboniani che segue la parrocchia di Leer, e tre frati cappuccini che seguono la parrocchia di Rubkona.
Questa parte di popolazione è certamente tra le più emarginate e povere del paese. Il territorio è molto isolato e difficile da raggiungere. Non ci sono strade praticabili e per molti mesi dell’anno ci si arriva solo in aereo. La città di Bentiu è stata devastata dal conflitto (2013-19). Rubkona ospita il più grande campo sfollati del paese: ben 130 mila persone che vivono totalmente dipendenti dall’aiuto umanitario. Questo campo era nato a causa della violenza contro i civili perpetrata durante il conflitto. Dopo l’accordo di pace e il governo di unità nazionale del 2019, la gente è rimasta nel campo sia a causa della povertà che dell’inondazione. Il Nilo ha infatti esondato coprendo più della metà del territorio sommergendo villaggi e terreni coltivabili. L’UNHCR riporta che il 90% della popolazione abbia abbandonato i propri villaggi per trovare rifugio in terreni più elevati ed asciutti. In diocesi c’è anche la presenza di circa 70 mila rifugiati sudanesi soprattutto di etnia Nuba nei campi di Yida e Jamjang. C’è tanta miseria e la popolazione vive in una condizione di vulnerabilità molto grave.
A questo si aggiunge la crisi ecologica che è sempre legata a una crisi umana. Infatti lo sviluppo economico slegato dall’etica non riduce le disuguaglianze, ma le aumenta insieme a evidenti ingiustizie. Infatti il petrolio che viene qui estratto non ha portato benessere alla popolazione. È stato fonte di arricchimento personale per la classe dirigente, ha alimentato la violenza nel paese e nelle aree dove c’è, e continua a fungere da motore principale della competizione tra le élite all’interno del sistema politico del paese. L’estrazione del petrolio ha avuto un impatto negativo sull’ambiente a causa delle perdite di sostanze tossiche che oggi, con l’inondazione, inquinano le fonti d’acqua alla quale la popolazione attinge non senza effetti negativi sulla salute. È uno sviluppo che ha dato priorità al profitto di alcuni gruppi a scapito del bene comune: la protezione dei più deboli, la promozione della pace e una vita più dignitosa per tutti.
Si avvicina il Natale. Mi sembra che la ricorrenza e il senso di questa celebrazione porti con sé un messaggio profetico molto forte per l’uomo di oggi, come anche per la Chiesa la cui missione deve essere incarnata nei problemi reali, quelli che tolgono vita. I padri della Chiesa ci ricordano che nell’incarnazione “Dio divenne uomo affinché l’uomo diventi Dio”. L’uomo, per quanto ci provi, che sia attraverso il potere, o la scienza o la tecnologia, non può diventare Dio. Questi sforzi non lo portano ad altro che alienarsi e a perdere la propria umanità. Il Dio fatto uomo ci divinizza come uomini nella comunione con Lui. Quindi non ci nega di essere persone umane, ma ci guarisce dal modo dominante del nostro essere uomini: un modo che sta producendo orrori come la guerra in Medio Oriente e tanti altri pezzetti di guerre, di miserie, di ingiustizie che compongono un mondo dal volto sfigurato e disumano.
Gesù bambino ci fa vedere il vero volto di chi siamo: pellegrini che cercano la somiglianza con Dio, la comunione con Lui e i fratelli e sorelle. Gesù chiede tutto e non solo una parte, tutto ciò che c’è bisogno perché il Suo sogno prenda forma. Soltanto chi non pensa a sé vive responsabilmente, ossia vive realmente. Solamente la Chiesa che non esiste per la propria autocelebrazione o preservazione ma per il popolo povero di Dio, è veramente Chiesa. Questo è il cammino inaugurato dal Natale che ci apre a percorsi e prospettive nuove.
IL DI PIU’ DI MADRE BAKHITA – TESTIMONE DI PACE E SPERANZA
Un mese ricco di momenti speciali! Si è ricordata Santa Giuseppina Bakhita, si sono ricordati i compianti Mons. Antonio Doppio e Mons. Giacomo Bravo, s’è ricordata la martoriata terra di origine della nostra Santa Moretta!
Sono stati con noi tanti amici che ci hanno aiutato a capire, ad attualizzare, o semplicemente a fare festa per e con Bakhita. Tanti amici, in prima linea in Africa, sono stati lontani fisicamente eppure vicini e presenti. E’ stato un mese dove tutto ci ha parlato di Bakhita e soprattutto del Suo messaggio di PACE e di SPERANZA!
Ricordiamoci che: le idee, i propositi, i progetti, viaggiano con le gambe degli uomini. Se dalle testimonianze ascoltate durante il Triduo o nelle omelie delle Messe, se dalle esperienze vissute e raccontate nella conferenza, se dalla serenità e armonia dei canti corali, se dalla convivialità della cena o dalla simpatia della lotteria… Se da uno di questi momenti siamo riusciti a stimolare riflessione, serenità, PACE, gioia, curiosità, vicinanza ad un mondo lontano eppure sempre più vicino, allora avremo raggiunto il nostro scopo. Sarà dipeso molto da noi ma anche Bakhita avrà sicuramente messo del Suo!
Preparazione alla festa (dal 30 Gennaio al 7 Febbraio):
Le madri Canossiane di Schio si sono adoperate con grande impegno alla PREPARAZIONE ALLA FESTA con una NOVENA e un TRIDUO molto sentiti in città. Un plauso particolare a Madre Maria Carla Frison, membro della nostra Associazione e grande motore di tutte le iniziative proposte.
Madre Maria Carla Frison nella chiesa dell’Istituto Figlie della carità Canossiane.
Lettera inviataci dalla madre Generale dell’Ordine Canossiano
Santa Messa 8 Febbraio
In una chiesa gremita di fedeli, alla presenza di Autorità civili e militari, il Vescovo emerito di Chioggia don Adriano Tessarollo ed il Vicario generale del Vescovo di Vicenza don Giampaolo Marta, assieme ad una nutrita schiera di sacerdoti locali (tra cui don Mariano Ronconi membro della nostra Assocciazione) hanno festeggiato la ricorrenza di Santa Giuseppina Bakhita con una cerimonia di grande intensità.
Sacerdoti celebranti (da sx sull’Altare: Don Giampaolo Marta, il Vescovo emerito Adriano Tessarollo e don Mariano Ronconi).Partecipanti alla celebrazione dell’8 Febbraio alle ore 18,45
Durante le preghiere dei fedeli si sono ricordati anche i due sacerdoti che l’8 Febbraio del 2003 morivano in un incidente nella terra di Bakhita mentre erano andati ad omaggiarla nel giorno della Sua salita in Cielo. Mons. Giacomo Bravo e Mons. Antonio Doppio. Quest’ultimo già Arciprete del duomo di Schio alle radici fondative della nostra Associazione.
Gianfrancesco Sartori mentre ricorda il compianto Mons, Doppio accanto ad un Suo ritratto.
Tavola rotonda: Terra di Bakhita: conflitti e semi di speranza 16 Febbraio
Nella cornice del moderno edificio denominato FABER BOX, che la città di Schio ha messo a disposizione della cittadella degli studi e della città tutta, si è svolta, alla presenza di un centinaio di persone, una Tavola rotonda sulla terra di Bakhita il Sudan (oggi Nord e Sud Sudan).
Presentazione del convegno. Da sinistra: il dott. Giancarlo Urbani resp. progetti Fondazione Canossiana VOICA, il presidente Associazione Bakhita Schio Sudan Gianfrancesco Sartori, il dott. Vincenzo Riboni CUAMM medici con l’Africa e fratel Lino Breda monaco di Bose.
Il primo relatore ad intervenire è stato il dott. Giancarlo Urbani che ha dato subito la parola alla madre Canossiana suor Cecilia Nakagiri che attraverso un collegamento (non facile) in videoconferenza dall’Africa ha salutato i presenti e parlato della situazione in Nord Sudan dove una guerra civile “poco raccontata dai media Italiani” sta mietendo centinaia di vittime e creando un alone immane di sofferenza. La sensazione è che, nella scacchiera del Sudan, potenze straniere stiano giocando una partita che nulla ha a che fare con l’Africa e con i Suoi veri interessi. Anzi porta la popolazione sempre più verso carestia e miseria.
Madre Cecilia Nakagiri in teleconferenza dall’Africa
Il dott. Urbani, nel suo intervento, oltre a parlarci dei progetti portati avanti in Nord Sudan, ha voluto ringraziare, a nome della FONDAZIONE CANOSSIANA VOICA, la città di Schio ed in particolare la compianta signora Luigina Lollato per il lascito testamentario fatto alla Fondazione Canossiana per realizzazioni nella terra di Bakhita. Grato Urbani anche alla nostra Associazione per gli ottimi rapporti che si intrattengono con la Fondazione Canossiana.
Il dott. Giancarlo Urbani mentre ricorda la signora Lollato
Il secondo relatore della serata ad intervenire è stato il dott. Vincenzo Riboni del CUAMM medici con L’’Africa. Ha raccontato la sua pluriennale esperienza di servizio negli ospedali in Sud Sudan dove ha imparato a conoscere ed innamorarsi di una realtà che gioisce delle cose semplici ed affronta le difficoltà e le privazioni col sorriso sulle labbra. Negli ospedali Sud Sudanesi è grande soddisfazione vedere che sono tante le persone locali che si stanno specializzando nelle pratiche mediche accompagnate dai medici che col CUAMM offrono il loro affiancamento.
Il dott. Vincenzo Riboni durante la sua relazione
L’occasione è opportuna per ricordare con un messaggio di vicinanza anche il dott. Giorgio Dalle Molle membro, oltre che del CUAMM, della nostra Associazione e impegnato in questi giorni in Eritrea.
L’occasione ha permesso di ricordare anche gli amici: Il Vescovo Christian Carlassare impegnato a Renk, Suor Piera De Munari Comboniana impegnata a Malakal, Padre Stefaan Lecleir impegnato a Yambio.
Il Segretario di Stato Vaticano Sua Eminenza il Cadinale Pietro Parolin nella foto durante la recente visita in Sud Sudan con il dott. Riboni ed il Vescovo Carlassare.
La serata si è conclusa con l’intervento riflessivo in chiave spirituale del monaco di Bose fratel Lino Breda che ha portato un messaggio carico di speranza. Bakhita testimone di pace e speranza! “…La nostra è un’epoca, ha detto fratel Lino, che può metterci spavento e farci disperare ma può essere anche un’epoca appassionante se accettiamo la logica del Vangelo (che è accoglienza, rispetto, perdono)… Non dimentichiamo mai che ci sono piccoli segni di speranza ma se il seme non cade in terra e non muore non dà frutto… Non permettere che il dialogo politico e le relazioni tra noi siano all’insegna della demonizzazione dell’altro…”
Fratel Lino Breda durante il suo interventoRelazione Fratel Lino
Cena Solidale 24 Febbraio
Oltre cento commensali hanno condiviso la Cena solidale proposta nella serata del 24 Febbraio presso la sala cene dell’Oasi Rossi a Santorso.
Occasione, soprattutto attraverso la simpatica lotteria, di raccogliere offerte da devolvere ai progetti dell’Associazione.
Una breve relazione iniziale ha permesso ai presenti di conoscere quanto si è fatto e si sta facendo grazie anche ai contatti coi nostri amici che operano direttamente in Africa.
Non è lasciata al caso neanche la decisione di svolgere la cena presso l’Oasi Rossi gestita dalla Cooperativa sociale nuovi orizzonti ritenendo di aiutare anche questa nelle sue meritevoli attività.
Tra i partecipanti alla cena possiamo riconoscere i seguenti membri dell’Associazione: Cristina Maddalena, Federica Andreini. Giancarla Stocchero, Gianfrancesco Sartori, Gianna Cumerlato, Giuseppe Berlato Sella, Ivana Gecchelin, Lucio Simonato, Luisa Fontana, Marco Zambon, Maria Carla Frison, Mario Benvenuti, Monica Gianoli, Paolo Prosdocimi, Roberto Dorigato, Roberto Tomiello, Silvio Sartore,
CONCERTO Cori G.E.S., INGESTIBILI e COSTABELLA 25 Febbraio
Bravi e sinceri complimenti a tutti!
Si sono conclusi con il concerto gli appuntamenti che l’Associazione Bakhita Schio Sudan ha messo in campo per il febbraio mese di Bakhita…
I tre cori schierati per i canti conclusivi
Riteniamo che non potessero concludersi nel modo migliore: in un duomo gremito di persone i cori G.E.S. e INGESTIBILI di Schio diretti dal maestro Marco Manzardo e il coro COSTA BELLA di Lazise VR diretto dal maestro Stefano Rigo hanno saputo far vibrare le corde emozionali con le loro canzoni magistralmente eseguite. Una ora e mezza talmente piacevole da risultare trascorsa in un attimo.
Coro G.E.S diretto dal maestro Marco Manzardo
Le canzoni ci hanno raccontato spesso di guerra per parlarci di pace e mai come oggi questo bisogno di pace si fa esigenza e monito… Bakhita testimone di pace e speranza!!!
Coro InGEStibili diretto dal maestro Marco Manzardo
I cori ci hanno fatto emozionare con suoni d’altri tempi che parlano direttamente al cuore. Parlano delle nostre montagne, della terra e del Cielo toccando la preghiera più semplice e vera! Il di più di madre Bakhita!!!
Coro Costabella diretto dal maestro Stefano Rigo
A chiusura del concerto e a cori uniti, un lungo applauso ha accolto “La montanara” canzone scritta nel 1927 dall’alpinista scledense Toni Ortelli che presto festeggerà, come sottolineato dal presidente del coro G.E.S. Giuseppe Inderle, i 100 anni.
Il saluto dei cori e del presidente coro G.E.S. Giuseppe Inderle
Conclusione:
Si racconta che Santa Giuseppina Bakhita, che visse a Schio a cavallo delle due guerre, più volte rassicurò i concittadini di non temere perché i bombardamenti non avrebbero leso la città… Molti allora si erano affidati con fiducia e speranza a Lei… Così come, quando il Covid ha iniziato a mietere vittime e creato quella pestilenziale paura tra i nostri concittadini, Il sindaco di Schio, a nome della città, chiese la protezione della Santa con una cerimonia svoltasi innanzi alle Sue spoglie e lasciando nel Santuario di Bakhita il gonfalone della città stessa… Oggi a Bakhita noi potremo chiedere di guardare, con il Suo sorriso protettivo, a tutto il mondo che sta attraversando un periodo buio come pochi… Di guardare alla Sua Africa ed in particolare alla Sua terra sconvolta dalla guerra civile… Di guardare alla guerra tra la Russia e L’Ucraina… Di guardare a quanto sta accadendo tra Israele e Palestina… E a tutte le altre situazioni del mondo che ci fanno pensare a quello che il poeta Salvatore Quasimodo scrisse: “sei ancora quello della pietra e della fionda uomo del mio tempo”!
Possiamo noi guardare a Bakhita quale “TESTIMONE DI PACE E DI SPERANZA” !